11 agosto 2017

Recensione: Civiltà perduta. Alla ricerca della città di Z, di David Grann

Titolo: Civiltà perduta. Alla ricerca della città di Z
Autore: David Grann
Editore: Corbaccio
Pagine: 396
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo copertina: 18,60 €

Recensione a cura di Marika Bovenzi


Tutto ciò che conosciamo oggi riguardo al mondo e alle diverse culture e popolazioni, lo dobbiamo, senza ombra di dubbio, a personalità di spicco come gli esploratori di inizio ‘900; uomini e donne che senza remore si sono lanciati alla scoperta di nuovi mondi, lasciando dietro di sé diari di viaggio, carte geografiche, mappe e tesori inestimabili. E proprio a tal proposito, affascinato da tutto ciò, David Grann, giornalista americano, si è cimentato in un lungo viaggio destinato a ripercorrere le tappe e le ricerche di
uno dei più grandi esploratori dell’età vittoriana: il colonnello Percy Harrison Fawcett.

Percy Harrison Fawcett
Quest’ultimo, stanco della monotonia di una vita frivola e agiata cominciata al suo ritorno da Ceylon in Inghilterra, decide di iscriversi alla Royal Geographical Society per apprendere tutte le nozioni necessarie e utili per sopravvivere a territori ostili, malattie ed eventuali popolazioni indigene. Sono gli anni delle grandi esplorazioni e dei grandi progetti volti a mappare l’intera superficie terrestre. Tuttavia, il suo immenso, pericoloso e misterioso viaggio, non comincia come esploratore, ma come spia della Regina Vittoria al fine di ottenere valide e preziose informazioni relative ai territori dell’Amazzonia. Ed è proprio qui che ha inizio una vera e propria ossessione: trovare la civiltà perduta del posto, indicata con il nome di Z, il cosiddetto leggendario El Dorado.

Percy Harrison Fawcett
Durante il suo viaggio faticoso, si imbatterà non solo in numerosissimi ostacoli, quali ambienti ostili, malattie mortali, insetti velenosi, felini aggressivi, tribù di cannibali e frecce avvelenate, ma anche in grandiose conoscenze come i diversi dialetti indios, culture indigene e tribali, frutti esotici, piante particolari. Percy Harrison Fawcett nei suoi diari riporta informazioni di carattere scientifico, esoterico e antropologico; descrive in modo minuzioso le bellezze fatali di una giungla selvaggia, incontaminata e indomabile; e si fa cronachista di interi anni di scoperte. Nel 1925, durante la sua ultima missione, scomparirà in circostanze misteriose senza lasciare traccia.

David Grann con uno stile accattivante ed un linguaggio diretto e d’impatto, riscostruisce fedelmente l’esistenza del grande esploratore vittoriano, attingendo per la prima volta a materiale completamente inedito: giornali di bordo del colonnello, la corrispondenza di Fawcett con sua moglie e i suoi figli, i diari di viaggio dei membri della sua unità militare, le ultime lettere di Rimell. Attraverso questo saggio romanzato, l’autore ci racconta delle meraviglie di luoghi verdeggianti e inospitali dell’Amazzonia, di culture primitive e per niente civilizzate, della primordialità che permea ogni singolo anfratto della giungla. Inoltre, tra le righe è possibile scorgervi tematiche di profondo interesse: il determinismo ambientale, la mancata evoluzione delle comunità locali, le condizioni geografiche estreme, la natura omicida, l’ossessività, l’importanza della ricerca. Personalmente, ritengo che David Grann abbia reso pienamente giustizia a Percy Harrison Fawcett, mettendo in luce non soltanto la sua cieca fede in esplorazioni che sarebbero diventate nel tempo le fondamenta di grandi studi, ma anche debolezze, ossessioni, rimpianti e negligenze di un uomo che arrivò a trascurare se stesso e il benessere della sua famiglia in nome della scienza.

Questo fantastico scritto che non ha nulla da invidiare a quelli di Jules Verne, lo consiglio a tutti gli appassionati di avventure, di mistero e a chi ha voglia di conoscere qualcosa in più sui padri fondatori dell’esplorazione.

Da questo libro l'ominimo film uscito nelle sale il 22 giugno con Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller

 
 
 
L'AUTORE
I suoi racconti sono stati pubblicati in numerose antologie e suoi articoli compaiono regolarmente su New York Times Magazine, The Atlantic, Washington Post, Wall Street Journal e New Republic. 

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