30 marzo 2017

Recensione: La scelta, di Giovanni Dozzini

Titolo: La scelta
Autore: Giovanni Dozzini
Editore: Nutrimenti
Pagine:
250
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 17,00 €


Recensione a cura di Eleonora Cocola

Nell’italia del 1944, mentre gli alleati risalgono faticosamente la penisola provocando la ritirata dei tedeschi, c’è un posto che sembra in grado di non farsi toccare dalle vicende del secondo conflitto mondiale. Sarà l’acqua che la circonda, sarà l’atmosfera ovattata del lago, ma per gli abitanti di quell’isola del Trasimeno la vita sembra scorrere tranquilla. A spezzare la routine solo un gruppo di estranei, che vivono confinati nel Castello: su di loro sono corse delle voci, poche, subito zittite – meglio non dire niente, meglio non
parlarne.

Qualcuno però non ha potuto fare a meno di accogliere in casa quegli estranei, se non altro per un pasto caldo. E poi ci sono i tedeschi, che sbarcano sull’isola quasi ogni giorno, ma solo per procurarsi del pesce. Un equilibrio troppo fragile per non spezzarsi. E infatti un giorno i tedeschi chiedono qualcosa di diverso: hanno bisogno di una radio, una ricetrasmittente, e sono disposti a mettere a soqquadro tutte le case dell’isola per trovarne una. I tedeschi sono nervosi, gli isolani sono spaventati, qualcuno spara un colpo, muoiono due italiani e un tedesco. Il problema è che per gli invasori non vale la legge del taglione, occhio per occhio dente per dente: no, per pareggiare i conti, a fronte di un tedesco morto, ci vogliono dieci italiani. L’opzione più certa per salvarsi la vita sarebbe sacrificare quella degli ebrei che stanno al Castello...

È questa la scelta del titolo, quella di cui parla Dozzini, che da parte sua, da giornalista e scrittore, ha scelto di prendere dei fatti storici e trasformarli in romanzo, dando vita a una di quelle storie minute che finirebbero per perdersi nei meandri della grande Storia; lavorando un po’ alla Manzoni, l’autore prende dei fatti di cronaca e ne immagina i risvolti umani, dà loro dei volti, dei caratteri, delle storie personali. Così don Ottavio Posta, parroco di Isola Maggiore che qualche anno fa è stato nominato Giusto tra le nazioni dall’ente nazionale per la memoria della Shoah di Israele, è diventato semplicemente “Don”, perno della piccola comunità dell’isola, tramite fra gli abitanti e il nemico tedesco, punto di riferimento per le questioni morali. E a fargli da contraltare i dubbi e le incertezze di un ragazzo che quasi quasi arriva a pensare di sacrificare una vita umana per motivi molto più futili della propria sopravvivenza - la gelosia nei confronti dell’innamorata, per esempio.

La scrittura di Dozzini rispecchia meravigliosamente l’atmosfera ovattata e stagnante del lago in un giorno di nebbia. Il che comporta una certa lentezza complessiva nella narrazione, un soffermarsi che talvolta rende la lettura poco scorrevole. Ma che ha anche un altro effetto, davvero notevole: anche quando la storia sembra procedere a fatica, i dettagli menzionati da Dozzini con fare quasi casuale somigliano a dei sassolini lanciati nell’acqua immobile: nei cerchi che si creano si avverte l’incombere della tragedia.

L'AUTORE
Giovanni Dozzini è nato a Perugia nel 1978. È scrittore, traduttore e giornalista. Ha scritto, soprattutto di libri e musica, per Europa, Corriere dell'Umbria, Huffington Post, pagina99 e Nazione Indiana. È tra gli organizzatori di Encuentro, festival di letterature in lingua spagnola. 

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