Recensione: "Il ventre di Parigi", di Emile Zola

Titolo: Il ventre di Parigi
Autore: Emile Zola
Editore: Garzanti
Pagine: 309
Anno di pubblicazione: 2007
Prezzo di copertina: 10,00 €

Recensione a cura di Luigi Pizzi

Il ventre di Parigi, scritto nel 1873, fa parte del ciclo dei "Rougon-Macquart" ovvero i romanzi con il quale l'autore voleva ripercorrere la storia naturale e sociale di una famiglia sotto il secondo Impero. Questo libro è il terzo della serie, venti in tutto, e uno dei più famosi. La trama è abbastanza semplice e lineare: Florent, ingiustamente deportato in Guyana per essere stato accusato di aver ucciso alcune persone e tramato contro il Governo, riesce ad evadere dal carcere e tornare a Parigi dall'amato fratello Quenu, diventato ricco grazie alla macelleria.

Al fianco di Quenu c'è la bella Lisa, sua moglie, dal carattere forte e dominante. Insieme decidono che per coprire il fratello evaso, è necessario  presentarlo come un cugino. All'inizio Florent, ancora scosso dalle grandi sofferenze e pene subite in esilio, stenta ad abituarsi a questa nuova città dove tutto è "grasso". Poi piano piano accetta di sostituire l'ispettore del pesce nel mercato generale delle Halles, il vero protagonista del romanzo. Florent tuttavia, non è contento della sua vita e non riesce a dimenticare i soprusi subiti; sarà proprio questo suo malessere, insieme alle sue idee repubblicane, a portarlo ad organizzare un ingenuo complotto rivoluzionario per rovesciare il regime. Florent però, non ha fatto i conti con la "plebaglia" delle Halles, ignorante e conformista, disposta a vendere qualsiasi cosa pur di migliorare la propria misera vita. E così, insieme all'amico Gavard, verrà arrestato e condannato nuovamente.

Si tratta di un romanzo sociale molto importante per capire la società francese nella seconda metà del 1800. Come detto, il vero protagonista del romanzo è il mercato generale delle Halles, che regola la vita di tutto il basso ceto parigino. Le descrizioni di Zola sono talmente dettagliate che sembra davvero di poter osservare le montagne di cibo, ascoltare i rumori assordanti e immergersi negli odori penetranti. Questo aspetto tuttavia, costituisce anche un limite perché con il passare del tempo risulta un po' ripetitivo. Anche i personaggi sono descritti in modo preciso ed hanno una personalità ben delineata.

Il romanzo quindi, va consigliato a chi vuole immergersi nelle atmosfere dell'epoca per capire la psicologia della società, i meccanismi e, in generale, il sistema sociale. Una società, come dice Zola, che si divide in "Magri" e "Grassi": con i primi che ambiscono a diventare "Grassi" e i secondi che diffidano dei primi perché vogliono mantenere il proprio status. Da questo emerge l'assenza totale di una coscienza civile e dell'interesse per il bene comune. Alla base di questa concezione vi è l'incapacità di abbattere, nella Francia ottocentesca, le barriere sociali e liberarsi del conformismo imposto dal potere. E a fare le spese di questa situazione sarà il povero Florent, ingenuo e bonaccione, che si troverà di nuovo condannato alle pene dell'esilio.

Emile Zola (1840-1902) nato a Parigi nel 1840, è uno dei massimi scrittori europei dell’Ottocento. Fin da giovane poté lavorare nel campo dell’editoria e nel 1864 pubblicò il suo primo libro, Contes à Ninon. Da allora continuò a scrivere senza sosta fino alla morte, causata dalle esalazioni di una stufa nella sua casa di Parigi nel 1902, mentre stava lavorando; le modalità della sua fine fecero nascere il sospetto che fosse stato assassinato. È molto noto il suo J’accuse, il pamphlet con cui lo scrittore denuncia al presidente della Repubblica francese tutte le irregolarità e le ingiustizie commesse durante il processo al capitano ebreo Alfred Dreyfus, e a causa del quale Zola fu costretto a fuggire per un periodo in Inghilterra. La Newton Compton ha pubblicato Al Paradiso delle Signore, La bestia umana, Germinal, Nanà, Thérèse Raquin, Lo scannatoio, I misteri di Marsiglia e il volume I grandi romanzi.

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